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Non vi nascondo che sin dal giorno in cui abbiamo intrapreso questa avventura l'intenzione era quella di condividere su questo blog tutti i momenti più importanti, positivi o negativi che fossero, non tanto per avere un seguito o farci pubblicità, quanto per mantenere noi stessi memoria di tutti i passi fatti e magari dare una mano con gli errori che commetteremo e fedelmente riporteremo in questo spazio.

Daya Solutions - SedePer quanto possa sembrar strano, a quattro mesi dalla costituzione di Daya Solutions, in questo amabile pomeriggio di metà agosto, trovo per la prima volta il tempo di aprire i racconti.
Non che fosse mai mancata la voglia, solo non avevamo davvero idea di quanto impegno richiedesse l'avvio di una Start Up (ndr. Start Up Innovativa, meglio precisarlo o potrei esser degradato a sguattero dal Marketing).

Dopo quindici anni di esperienza come consulenti a grandi Imprese e Pubblica Amministrazione, ci siamo ritrovati a combattere non più con singolari inviati della Comunità Europea o con restrittive norme e burocrazia varia, ma con scrivanie, stampanti macchine del caffè e nécessaire da toilette.

Onestamente il giorno in cui abbiamo firmato dal notaio ero convinto che il nostro primo e più importante task fosse quello di creare un portafoglio clienti ed una sufficiente quantità di contratti, non potevo essere più in errore.

Solo dopo quattro mesi di fatiche siamo riusciti a rendere la nostra sede un piccolo ritratto della nostra Società e finalmente tubature ed allacci vari hanno smesso (mi auguro) di essere una delle priorità.

Come immaginerete, nonostante l'allestimento pratico dell'ufficio e la risoluzione dei vari problemi burocratici, la costruzione del business della nostra Start Up è proseguita di pari passo, ma probabilmente senza la scrupolosa attenzione ai dettagli che ci eravamo riproposti di dare. Mi ritrovo quindi ora con una scatola piena di dati degli ultimi mesi da riorganizzare e normalizzare e l'impressione di aver finalmente il tempo di rimettermi a pari con il nostro piano d'azione.

Ci riterrete sicuramente molto disorganizzati per aver affrontato questo avvio in maniera così bohemienne (mi si passi il termine), ma la verità era che avevamo pianificato scrupolosamente ogni dettaglio ed il nostro piano è stato puntualmente boicottato da fattori non annoverati in alcuna analisi di settore nè in nessuno dei più importanti studi che ci eravamo premurati di consultare.

L'unico indizio ci era arrivato da Google, o meglio, dai suggerimenti di ricerca del motore, come potete vedere: 

howtostartab

Esistono solo 15.800 risultati per "how to start a business in italy" (saprete da soli che sono quasi nulla) e nonostante questo è il terzo suggerimento, addirittura prima di "how to start a business letter" (141.000.000 risultati).
Considerate che per controllare che non ci fossero impostazioni legate al mio profilo, ho utilizzato diverse credenziali ed ho chiesto di effettuare lo stesso test a Stoccolma (sì lo so, ma è sabato pomeriggio del 16 agosto e in Svezia non sono impegnatissimi, quindi potevano tranquillamente dedicarmi 5 minuti).

Ora, ho ovviamente provato a cercare quale fosse la priorità in italiano dei suggerimenti di Google, ho utilizzato diverse frasi e stavo per iniziare a fare qualche approfondimento, quando mi sono reso conto che quello che Google ci sta provando a suggerire non ha niente a che fare con la lingua italiana.
Qui il problema se lo stanno ponendo tutti gli altri potenziali startupper "non italiani", vedono potenzialità di business in Italia e si domandano in molti (data la posizione del suggerimento di Google) come si fa ad avviare un business in Italia.
E qual è la risposta ad una domanda così frequente? Sempre Google, sempre 15.800 risultati, quasi nulla, come sopra.

La mia curiosità a questo punto ha preso dei contorni più definiti ed ha lasciato indietro le difficoltà dei "non italiani" a comprendere le nostre usanze di business per focalizzarsi su qualcosa di più interessante, almeno per me: perchè tutti questi "non italiani" vogliono fare business in Italia? Che potenzialità ci vedono? Perchè noi non le vediamo ed anzi continuiamo a sentire da ovunque che di business in Italia non se ne può fare?

I risultati di Google, perdonate il paragone, sono come Roma, non si costruiscono in un giorno, e se ho imparato qualcosa in questi anni è stato che i trend e più ancora i dati statistici hanno sempre una chiave di lettura e soprattutto un motivo logico di essere.

Sapete cosa? Da ora le velleità di questo blog saranno anche quelle di diventare una prima versione del "How to start a business in Italy - Practical Guide for non-italians", in cambio chiederemo cosa vedono in Italia dal resto del mondo che noi invece non riusciamo a vedere.

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